In Primo Piano
Vittoria del Paternò al Falcone- Borsellino nella prima partita ufficiale della stagione
I padroni di casa hanno sconfitto per 1 a 0 la Leonfortese in un match valido per l’andata del primo turno di Coppa Italia Eccellenza
Inizia col piede giusto la stagione 2023/24 del Paternò del presidente Ivan Mazzamuto. I padroni di casa etnei hanno sconfitto per 1 a 0 la Leonfortese in un match valido per l’andata del primo turno della Coppa Italia riservata alle squadre che militano nel campionato di Eccellenza. Una squadra quella rossazzurra costruita, dopo la cocente delusione della retrocessione della serie D, con l’obiettivo di recitare un ruolo di primo piano nel torneo di Eccellenza. Una partita quella giocata al Falcone- Borsellino che ha messo in evidenza buone individualità come quella di capitan Maimone, ma anche un buon collettivo che deve trovare però ancora i giusti automatismi. La cronaca.
Parte bene la Leonfortese con Maltese il cui diagonale è fuori di poco. Replica al 11’ il Paternò con Baldeh il quale dopo aver superato in dribbling 4 avversari, calcio a botta sicura ma l’estremo difensore ospite tocca la palla di quel tanto da deviarla in angolo. Al 16’ Paternò in vantaggio. Punizione rasoterra battura dalla desta a circa 20 metri dalla porta. La conclusione si insacca alle spalle del portiere ospite nonostante il tentativo disperato di un difensore di intercettare la sfera. Dopo la mezz’ora gli ospiti si fanno pericolosi con Niang il cui diagonale dalla destra è bloccato in due tempi dal portiere paternese. Allo scadere cross di Napoli, Micoli alza il pallone per De Clò che di testa sfiora l’incrocio.
La ripresa si apre con il Paternò che sfiora il raddoppio; al 8’ De Clò calcia in buona posizione ma la palla finisce fuori di poco. Al 16’ cross dalla sinistra di De Clò colpo di testa di Baldeh, vola Callejo che devia in angolo. Ancora Paternò con De Clò che centra il palo alla destra di Callejo. Al 37’ break degli ospiti con Panvini la cui conclusione sfiora la traversa. Al 43’ Maimone per Asero il cui colpo di testa finisce fuori di poc. In pieno recupero punizione di Maimone, ma Callejo vola e devia in angolo.
Il tabellino della gara
Paternò 1
Leonfortese 0
Marcatore: Pt 16’ Maimone
Paternò (3-5-2): Romano 6; Intzidis 6, Otero 6, Godino 6,5; Napoli 6, Floro Valenca 6,5, Asero 6, Maimone 7,5, De Clò 7; Micoli 6 (22’st Janneh 6), Baldeh 6,5 (30’ st D’Emanuele 6). A dispos.: Di Domenico, Guarnera, Distefano, Lo Monaco. All.: Raciti 7.
Leonfortese (4-4-2): Callejo 7; Francese 6 (1’st Di Perna 6), Modica 5,5 (19’ st Panvini 5,5), Russo 6, Puleo 6; Niang 5,5, Rodriguez 6, D’Anca 6 (49’ st Germanà sv), Cacicia 5,5; Maltese 6, Caputa 6 (44’st Meta sv). A dispos.: Macagno, Crimi, Manuele, Moscatello, La Porta. All.: Tarantino 6.
Arbitro: Lo Surdo di Messina 6 (Fraggetta di Catania- Mirabella di Acireale).
Note: Partita giocata a porte chiuse come deciso dalla Questura di Catania per problemi burocratici. Ammoniti D’Anca, Niang e Cacicia per la Leonfortese, Asero per il Paternò. Corner 4 a 0 per il Paternò. Recupero : PT 1’; ST 4’.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
In Primo Piano
Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti
Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia
Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.


