In Primo Piano
Un dialogo con il Kazakistan, il nuovo consolato presentato oggi a Catania
Presenti personalità del mondo della cultura, dell’economia, del giornalismo e delle Istituzioni. Tra loro il sindaco, Nino Naso
Inaugurazione a Catania, del nuovo consolato del Kazakistan in Sicilia che avrà sede a Messina. L’evento di natura diplomatico, istituzionale e culturale, si è svolto oggi nel suggestivo scenario di Palazzo Biscari.
Presenti all’evento personalità del mondo della cultura, delle istituzioni, esponenti illustri del mondo dell’economia, dei media e del sociale. Tra loro anche esponenti del paternese, con in testa il sindaco, Nino Naso. Il nuovo console del Kazakistan in Sicilia Alessandro Arborio, nel corso del suo intervento, ha citato i Sindaci invitati e presenti: quello di Messina Cateno De Luca, di Catania Salvo Pogliese, di Taormina Mario Bolognari e di Paternò Nino Naso. Il primo cittadino paternese è stato citato visto che Paternò è la città dell’astronauta Luca Parmitano, attuale comandante della Stazione Spaziale Internazionale. È noto che la navicella spaziale del nuovo viaggio di Parmitano è partita dalla base del Kazakistan. Ed è stata ricordata la presenza del sindaco Naso nei giorni del lancio spaziale.
Il sindaco Naso ha invitato il console in Sicilia Arborio e l’ambasciatore del Kazakistan a venire a visitare Paternò. Lo stesso ha fatto l’esperto culturale del Comune, il giornalista Salvo Fallica.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
In Primo Piano
Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti
Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia
Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.


