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Etna News 24

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Ss284. Incidente Scalilli: Morto un uomo di Santa Maria di Licodia

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Ss284. Incidente Scalilli: Morto un uomo di Santa Maria di Licodia

L’uomo di 45 anni, lascia la moglie e 2 figli

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Una comunità attonita e sgomenta, quella di Santa Maria di Licodia, per la tragica notizia della morte di A.E.C. di 45 anni, avvenuta intorno alle 14:00 di oggi a seguito del gravissimo incidente stradale che si è verificato sulla Ss 284 in territorio di Scalilli, una frazione del comune di Paternò. L’uomo, che si stava recando a lavorare per il turno pomeridiano, lascia la moglie e due figli piccoli. Ancora tuta da chiarire la dinamica del sinistro al vaglio dei Carabinieri della Compagnia di Paternò intervenuta. Secondo le prime ricostruzioni, sembrerebbe che un furgone che viaggiava in direzione Adrano, avrebbe tamponato l’auto che la precedeva impattando poi frontalmente contro la Peugeot 2008 con alla guida il licodiese, che procedeva in direzione Catania. A rimanere ferito, anche un altro automobilista, trasferito all’ospedale San Marco di Catania in codice rosso. Sul posto sono intervenute tre ambulanze del 118, i Vigili del Fuoco e la Polizia Stradale. L’impatto è avvenuto a poca distanza da dove – fino a poco tempo fa – era installato l’autovelox gestito dal comune di Paternò, che risultava essere un deterrente per le alte velocità su quel tratto di strada.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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In Primo Piano

Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti

Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

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Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

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