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Etna News 24

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Ss121, Contro “autovelox della vergogna” un incontro a Centuripe

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Ss121, Contro “autovelox della vergogna” un incontro a Centuripe

Ad essere preso di mira dalle critiche è l’autovelox installato dal Comune di Santa Maria di Licodia

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Continua a non andare giù a tanti cittadini residenti nei comuni di Cerami, Troina, Regalbuto e Centuripe l’autovelox posto sul vecchio tratto della Ss121 in territorio di Santa Maria di Licodia. Circa 3600 multe elevate pari a circa 390 mila euro sono solo alcuni dei numeri “shock” che sono stato diffusi nelle scorse settimane dal comune licodiese e che hanno fatto storcere il naso ad associazioni di automobilisti e consumatori.
A tal proposito e contro quello che è stato ormai ribattezzato da molti automobilisti come l’“Autovelox della vergogna” si terrà a Centuripe venerdì 21 luglio alle ore 19.00, nei locali di piazza Sciacca 16, un incontro pubblico “contro l’installazione inspiegabile” si legge nel comunicato” dell’Autovelox in contrada Schettino in territorio di S.M. di Licodia, sulla strada statale 121”. Un problema definito “gravoso, che sta mettendo in ginocchio economicamente gli abitanti” di diverse cittadine limitrofe. Relatore dell’incontro Michele Sportaro. Interverranno Giuseppe Gullotta – Comitati a Tutela dei Diritti dei Consumatori, Carlo Galofaro – Comitato Beni Comuni, Antonino Castiglione –Confartigianato Imprese.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti

Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

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Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

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