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Etna News 24

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Santa Maria di Licodia, assaltata all’alba di oggi stazione di servizio sulla Sp 4/II

Cronaca

Santa Maria di Licodia, assaltata all’alba di oggi stazione di servizio sulla Sp 4/II

Ad agire poco prima delle 5 del mattino un commando, composto da almeno 4 persone, che ha portato via il denaro del self-service

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Alba movimentata, quella di oggi, a Santa Maria di Licodia, lungo la strada provinciale 4/II (Santa Maria di Licodia- Belpasso), dove una banda composta da almeno 4 persone (non si esclude l’ipotesi che ad agire sia stata un gruppo di ladri composto da oltre 4 soggetti) ha assaltato la stazione di servizio che si trova lungo la provinciale, a poche centinaia di metri dall’ingresso della città. La banda, arrivata in loco con almeno due mezzi, è entrata in azione poco prima delle 4.45.

Dalle immagini del sistema di  video sorveglianza, presente nell’area perimetrale  del rifornimento, è possibile osservare la presenza di 4 individui, col volto travisato e con le mani coperte da guanti, che armeggiano un flex per tentare di scardinare la colonnina del self-service dei soldi del carburante. Non riuscendoci hanno fatto ricorso ad una delle due autovetture( una Fiat Multipla) con cui sono arrivati nel luogo da razziare.

I banditi hanno usato l’autovettura come un ariete, abbattendo una delle pompe di benzine, ma anche la colonnina self-service. I ladri hanno preso il bottino(ancora in corso di quantificazione) e sono scappati facendo perdere le proprie tracce. Immediato è scattato l’allarme. Sul posto una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Paternò; al loro arrivo dei ladri si erano perse le tracce.

Tuttavia a seguito di un controllo nella zona i militari dell’Arma hanno rinvenuto la Multipla in una delle piazzale di sosta presenti sulla statale 284. Dal controllo è emerso che l’auto è stata rubata qualche ora prima del colpo a Santa Maria di Licodia. I carabinieri stanno conducendo le indagini a 360 gradi. La stazione di servizio ha subito, da una prima stima, danni  pari a oltre 30 mila euro. Al vaglio degli investigatori le immagini immortalate dal sistema di video sorveglianza.

 Meno di 15 giorni addietro un simile episodio si era registrato sulla Sp 56/I la Belpasso- Camporotondo.Il colpo era stato messo a segno ai  danni della stazione di servizio “Esso”.  Dalle immagini di video sorveglianza era stato possibile notare che ad agire sarebbero stati almeno tre soggetti col volto coperto, i quali,  utilizzando un furgone avevano distrutto e abbattuto due pompe di benzina, sradicando e portando via  la colonnina self-service con dentro i soldi. I carabinieri  sono a lavoro per accertare se tra i due fatti ci sia qualche collegamento.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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