In Primo Piano
Pubbliservizi Catania, salvati i posti di lavoro dei 331 dipendenti
I lavoratori verranno assunti con contratti part time almeno fino alla fine dell’anno.
Il risultato che tutti aspettavano, anche se vi sono aspetti della vicenda che restano dolorosi. L’ex Pubbliservizi è salva e con essa tutti e 331 posti di lavoro dei dipendenti della fallita società. Per i lavoratori però al momento un sorriso amaro, una festa a metà visto che sono costretti ad accettare contratti a part time, almeno fino alla fine dell’anno. Poi dal prossimo anno si dovrebbe tornare a regime, dunque, per i lavoratori un’occupazione a tempo pieno.
Intanto si festeggia questo risultato che fino a poco tempo fa sembrava inarrivabile. C’è l’accordo tra le sigle sindacali e l’avvocato Mario Balsamo, Amministratore unico della nuova società, un’azienda speciale denominata “Servizi Città Metropolitana di Catania” . Grazie ad esso la nuova società potrà partecipare all’asta pubblica (termine ultimo per la presentazione delle offerte le ore 20 di mercoledì 10 maggio) indetta per dire addio alla Pubbliservizi spa e acquisire l’asset generale (personale, mezzi e attrezzature) necessario all’avvio dei servizi della nuova realtà aziendale, per conto della Città metropolitana.
Formalizzata l’acquisizione, la nuova Azienda potrà operare dal prossimo 16 maggio (il 15 maggio è l’ultimo giorno per Pubbliservizi) erogando servizi essenziali per la Città metropolitana di Catania.
Un grazie per il lavoro svolto ed il risultato raggiunto lo ha espresso il commissario straordinario della Città Metropolitana, Piero Mattei, nei confronti dell’avvocato Balsamo, dei commissari liquidatori di Pubbliservizi e delle organizzazioni sindacali.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
In Primo Piano
Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti
Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia
Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.


