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Etna News 24

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Piano Tavola, miasmi e fumi: a lanciare l’allarme deputate regionali pentastellate

Cronaca

Piano Tavola, miasmi e fumi: a lanciare l’allarme deputate regionali pentastellate

I parlamentari regionali del Movimento 5 stelle hanno raccolto le preoccupazioni dei residenti della zona industriale

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<<Gli abitanti di Piano Tavola e di Valcorrente, in territorio di Belpasso, hanno denunciato la presenza di fumi e miasmi che arriverebbero dalla vicina zona industriale. È ora che la Regione intervenga>>. A denunciare il fatto le deputate regionali pentastellate  Gianina Ciancio, Angela Foti e Jose Marano, le quali, attraverso una mozione indirizzata al governo regionale, hanno chiesto alla giunta di Nello Musumeci di prendere provvedimenti all’interno della zona industriale di Piano Tavola, principalmente con due interventi: <<Assegnare le residuali aree disponibili lungo la zona perimetrale – hanno detto le deputate – ad aziende in grado di garantire il minor impatto ambientale possibile e creare una fascia di rispetto, con messa a dimora di alberi e previsione di zone verdi, che possano attenuare l’inquinamento ambientale e al contempo, mitigare il malessere e il disagio nella cittadinanza>>.

La problematica era stata esaminata nel corso di un incontro al comune di Belpasso: sebbene ritualmente invitata,hanno specificato i pentastellati, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente non <<si sarebbe presentata ai lavori>>. Per questa ragione, hanno sottolineato le tre deputate regionali, <<il gruppo parlamentare M5S Sicilia ha inviato una nota al direttore dell’Arpa affinché chiarisca se e quali controlli siano stati effettuati sulla zona Piano Tavola, ed eventualmente con quali risultati>>. 

Damiano Caserta, consigliere M5S a Belpasso, ha evidenziato che <<la piaga dei cattivi odori e dei fumi è ancora presente ed opprimente a Piano Tavola, senza che nessuno ci abbia mai fornito indicazioni ufficiali e documentali sulla qualità dell’aria che grava sui cittadini tavolesi. Occorre che anche il sindaco si attivi anche attraverso efficaci azioni di protesta volte a garantire il diritto ad un ambiente salubre per questi cittadini che, seppur residenti in una zona periferica, non meritano di essere trattati come il solito serbatoio di voti per agevolare i politici di turno>>.

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Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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