In Primo Piano
Per la parte orientale dell’Isola previsto un nuovo centro di protezione civile regionale
A San Giovanni La Punta la Regione prevede la costruzione di una struttura che ospiterà circa cento unità operative.
Il nuovo centro della protezione civile per la Sicilia orientale sarà realizzato a San Giovanni La Punta. I lavori sono stati aggiudicati nella giornata di ieri e il progetto prevede la costruzione di una struttura di 1.800 metri quadrati ; quest’ultimo ospiterà circa cento unità operative. Il progetto, redatto in-house dall’architetto Alberto Vecchio, prevede un costo di quasi tre milioni di euro.
“L’intervento- ha affermato il governatore Nello Musumeci- assume un carattere strategico, dal momento che potenzia la presenza della Protezione civile nell’isola, realizzando un centro operativo moderno, funzionale e dotato di strumentazioni tecniche all’ avanguardia. Alzerà sensibilmente il livello di sicurezza del nostro territorio perché sarà in grado di svolgere una funzione di supervisione e di controllo affiancando, ed eventualmente sostituendo nella gestione delle criticità territoriali, quello già funzionante a Palermo”.
La struttura sorgerà in un’area compresa fra l’attuale sede del centro operativo misto e il comando dei vigili urbani, in prossimità della caserma carabinieri di San Giovanni la Punta; struttura che sarà collocata in prossimità dei più mportanti assi di collegamento viario e sarà articolata in due moderni edifici.
“La nuova sede ha detto Calogero Foti, capo della protezione civile siciliana- ospiterà anche la sala operativa che servirà il comprensorio della Sicilia orientale e che potrà garantire interventi tempestivi in un’area particolarmente critica sotto il profilo dei potenziali rischi legati a eventi catastrofici. Sarà la punta di diamante della Protezione civile siciliana, essendo stata pensata per soddisfare le esigenze di una moderna struttura di interventi in emergenza”.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
In Primo Piano
Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti
Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia
Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.


