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Etna News 24

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Paternò, in poche ore, furto in un supermercato e rapina in un compro oro

Cronaca

Paternò, in poche ore, furto in un supermercato e rapina in un compro oro

I due fatti, non collegati tra di loro, hanno interessato un supermercato di Viale dei Platani e un negozio di Via Vittorio Emanuele

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Giornata particolare quella di oggi a Paternò, nel catanese, dove in poche ore si sono registrati un furto, in piena notte, ai danni di un ipermercato al cui interno i ladri hanno portato via alimenti e cibi vari, e nella tarda mattinata  una rapina perpetrata contro  il negozio “Oro Cash” di via Vittorio Emanuele. I due fatti comunque non sono collegati tra loro.

Scendendo nel dettaglio il furto è avvenuto, poco prima delle ore 3.30 ai danni del supermercato “Super Conveniente”  di Viale dei Platani. Da quanto accertato dai carabinieri della compagnia di Paternò che indagano sul caso, ad agire sarebbero stati due soggetti col volto travisato. I due ladri dopo aver scavalcato la recinzione, si sono introdotti all’interno del supermercato, dopo aver rotto una porzione di vetrata di uno degli ingressi della struttura. In pochi minuti, prima che arrivassero i vigilantes essendosi attivato l’allarme, hanno arraffato diversi alimenti in particolare salumi e formaggi. Messo a segno il colpo i banditi sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. Non è da escludere che i due ladri all’esterno del supermercato avessero un complice alla guida di un mezzo su cui è stata  caricata la roba trafugata.   I militari dell’Arma hanno analizzato le immagini del sistema di video sorveglianza piazzato all’interno dell’esercizio commerciale. In corso l’inventario della merce trafugata.

La rapina, invece, è stata messa a segno poco dopo le 11.30. Colpo ai danni di “Oro Cash”, negozio di Via Vittorio Emanuele non distante da Piazza San Giovanni. Due i  malviventi col volto travisato da mascherina chirurgica che sono entrati all’interno del negozio con uno stratagemma, presentandosi come potenziali acquirenti.  I rapinatori , una volta dentro, facendo intendere ai presenti di essere armati. si sarebbero fatti consegnare oggetti in oro . Subito dopo i banditi sono fuggiti a piedi per le vie circostanti del centro storico, dove probabilmente avrebbero lasciato un mezzo da utilizzare per la fuga. Sul posto carabinieri della locale compagnia che hanno avviato le indagini analizzando le immagini di video sorveglianza. In passato l’esercizio commerciale è stato oggetto, in più di una circostanza, di tentati furti ad opera di ladri che muniti di un oggetto contundente  hanno provato a sfondare la vetrina per arraffare  gli oggetti in oro esposti.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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