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Paternò, gestione strisce blu: battuta maggioranza in aula, sindaco infuriato

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Paternò, gestione strisce blu: battuta maggioranza in aula, sindaco infuriato

Affidamento ad una ditta esterna della sosta a pagamento: il punto non passa a Palazzo Alessi

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Maggioranza battuta, tre volte questa settimana, segno di una crisi già nell’aria e oggi pienamente venuta a galla. In Consiglio comunale nervi tesi per il voto sulla gestione delle strisce blu. Alla fine della seduta, al momento del voto, dei 19 consiglieri comunali presenti in aula, in 9 hanno votato a favore e 10 contrari.

Su tutte le furie il Sindaco, Nino Naso che al termine della seduta si sfoga con una nota inviata ai giornalisti e postata su Facebook, dove scrive tutto in lettere maiscuole: «Vergogna!!! Il Consiglio comunale boccia le “strisce blu”!!! Continuano gli attacchi personali contro questo sindaco che, per alcuni, ha il torto di amare troppo la sua Città. Senza alcuna vergogna e alcuno scrupolo hanno bocciato una grande occasione per Paternò: rimettere ordine e fare rispettare le regole, oltre a dare una possibilità di lavoro ai nostri concittadini. Ci stanno provando in tutti i modi e, pur di bloccare questo sindaco, non si fanno scrupolo di danneggiare un’intera comunità, con fare cinico e spietato. I veri incivili non sono i paternesi ma quei consiglieri che non l’hanno voluta, i quali dimostrano ancora di più che non hanno alcun interesse per Paternò, ma il loro. Unico obiettivo è quello di distruggere il sindaco del popolo. E che non dicano poi che questa città è senza regole e priva di ordine: sono loro che la vogliono così! I paternesi devono sapere.»

Respingono le accuse i consiglieri che hanno votato contro la delibera, spiegando le motivazioni. Come evidenzia il consigliere Anthony Di Stefano del gruppo “Diventerà Bellissima”: «Al Consiglio, che è ormai utilizzato alla stregua di un passacarte ovvero dover calare solo la testa, è stato chiesto di dare in affidamento, per un anno ed in via sperimentale il servizio delle strisce blu.
La proposta ha visto un nostro emendamento (ovviamente) bocciato, che chiedeva si potesse bandire una gara. Altro che esperimento. Che c’è da sperimentare? A chi serve e perché? La città ha bisogno di svolte definitive e non di andare avanti per un giorno alla volta! Al vittimismo ormai noioso e volgare non crede più nessuno. È questo il danno alla città».

A spaccare la divergenza di opinioni sulla vicenda dell’aumento delle ore per il personale part-time dell’Ente. Si resta divisi, tra quanti ritengono l’aumento delle ore necessario, visto le conclamate carenze d’organico e quanti, invece, Sindaco in testa, affermano l’impossibilità dell’azione per la cronica deficienza di somme in bilancio.

Effettivamente la delibera presentata dall’Amministrazione comunale non prevedeva un bando di gara per la gestione delle strisce blu ma un affidamento per un anno, senza chiarire con quali modalità, giustificando la decisione con il fatto che si voleva capire quale reale peso, in termini di gestione e guadagno, avessero le strisce blu sul bilancio dell’Ente. Tra l’altro, la normativa del codice degli appalti, consentirebbe tale scelta, come espresso dall’ufficio alla Viabilità che, per voce del comandante alla Polizia municipale, Antonino La Spina, ha escluso l’affidamento diretto o la possibile individuazione, ad oggi, di una ditta.

La delibera ha, comunque, sollevato più di una perplessità, per diversi motivi: a cominciare dal fatto che le strisce blu sono presenti a Paternò dal 2011, quindi si è già potuto ampiamente sperimentare il funzionamento; si aggiunge che è stata sperimentata sia la gestione in affidamento ad una ditta esterna (giunta Failla), sia con gestione interna, attraverso gli ausiliari del traffico comunali (Mangano e Naso). In riferimento a quest’ultimo punto si è posto un altro interrogativo, perché allora non “sperimentare” con un aumento delle ore agli ausiliari del traffico, visto che si tratta del tanto dibattuto personale part-time; invece di affidare il servizio in esterna? Si aggiunge, infine, che è stato possibile sperimentare la gestione a 350 stalli e a 700 stalli.

Oltre le divisioni resta la necessità di dover, saper e poter gestire le strisce blu, importanti, sia per la viabilità comunale che per gli introiti alle casse comunali.

Oltre all’aspetto tecnico non può non essere sottolineato il dato politico. Ieri in aula, la delibera più importante per l’Amministrazione comunale della settimana e forse la più importante, dopo il bilancio, dell’ultimo semestre, è stata disertata da una parte dei consiglieri di maggioranza. Segno che le divisioni, emerse nel corso delle ultime settimane, siano più ampie di quanto era stato ipotizzato.

In dettaglio, a Palazzo Alessi, hanno votato contro la delibera: Guido Condorelli, Emilia Sinatra, Ionella Rapisarda, Giuseppe Orfanò, Barbara Conigliello, Roberto Faranda, Giuseppe Lo Presti, Marco Gresta, Claudia Flammia ed Anthony Distefano. Hanno votato a favore: Salvatore Tomasello, Rosanna Lauria, Pietro Cirino, Agata Marzola, Filippo Sambataro, Giovanni Giangreco, Patrizia Virgillito, Tonino Cunsolo e Luca Zingale.

Da evidenziare che i consiglieri Pietro Cirino e Patrizia Virgillito, della minoranza e legati al gruppo “Paternò 2.0”, vicini al deputato regionale, Luca Sammartino, hanno votato a favore, segno che quell’avvicinamento vociferato nelle ultime settimane, del gruppo al sindaco Naso, potrebbe essere più vicino di quanto ipotizzato.

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Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

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Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

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