Cronaca
Paternò, controllo straordinario del territorio da parte dei carabinieri
I controlli hanno portato alla denuncia di 6 soggetti, elevate sanzioni per oltre 29 mila euro, decurtati 82 punti dalle patenti di guida
Controllo straordinario del territorio da parte dei carabinieri della compagnia di Paternò, i quali, al fine di contrastare i reati legati alla guida sotto effetto di alcool e droga, hanno effettuato una serie di posti di blocco nei comuni sotto la giurisdizione della compagnia carabinieri paternese. In particolare i carabinieri hanno denunciato un pregiudicato di Adrano di 42 anni per furto aggravato: secondo gli investigatori il 42enne avrebbe rubato della merce dagli scaffali del supermercato LIDL di Corso Italia a Paternò. Denunciato un pensionato paternese di 72 anni per furto aggravato. L’uomo è stato sorpreso all’interno di un fondo agricolo privato di contrada San Marco mentre rubava degli agrumi.
Denunciato un 18enne di Paternò per guida sotto l’effetto di alcool e stupefacenti. Il giovane è stato fermato in via Giovanni Verga, mentre a bordo di una Fiat panda stava transitando lungo l’arteria stradale cittadina. Il giovane ha avuto un incidente stradale autonomo. Sottoposto ai controlli di rito sarebbe risultato positivo all’alcool test e drug-test. Infine denunciata tre persone di Biancavilla, rispettivamente di 28, 33 e 44 anni per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. A seguito di incidente stradale i tre soggetti avrebbero fornito ai carabinieri false generalità del conducente del veicolo coinvolto nell’incidente, in quanto sprovvisto di patente di guida.
Nel medesimo contesto operativo sono state contestate 53 sanzioni amministrative per violazione al codice della strada, elevando verbali per complessivi 29.311 euro; sottoposti a sequestro e fermo amministrativo 16 veicoli; ritirati 4 documenti di guida e circolazione: decurtato complessivamente 82 punti alle patenti di guida; identificate 97 persone e controllati 58 veicoli.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.