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Etna News 24

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Paternò, arrestato un uomo per detenzione di droga e denunciato per evasione

Cronaca

Paternò, arrestato un uomo per detenzione di droga e denunciato per evasione

Trovati a casa dell’uomo complessivamente 256 grammi di marijuana, due bilancini di precisione e la somma di 150 euro in contante

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Arrestato dai carabinieri della compagnia di Paternò un 29enne per “detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio”, nonché  denunciato per evasione.  In particolare i militari dell’Arma mentre transitavano lungo via Bengasi, hanno notato la presenza di tre uomini che parlavano tra di loro; alla vista dei militari che avrebbero voluto controllare il gruppetto di giovani, quest’ultimi si sono rapidamente dileguati. I carabinieri hanno riconosciuto uno dei tre fuggitivi, un 29enne noto alle forze dell’uomo. Peraltro l’uomo, in quel momento, avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari per scontare una pena per spaccio di stupefacenti. I carabinieri si sono recati presso l’abitazione del 29enne, dove l’hanno trovato in evidente stato di nervosismo, e dunque lo hanno sottoposto ad una perquisizione personale e domiciliare.

A seguito del controllo sono stati rinvenuti, all’interno dell’intercapedine di un muro del corridoio dell’abitazione, 133 dosi di marijuana, singolarmente confezionate e pronte per la vendita al dettaglio, nonché, in un pensile della cucina, un involucro con ulteriori 35 grammi della medesima sostanza stupefacente per un peso complessivo di 256 grammi, due bilancini di precisione e la somma di 150 euro, probabilmente provento dell’attività illecita, che teneva all’interno delle tasche dei  pantaloni. L’uomo, dopo la convalida dell’arresto, è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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