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Etna News 24

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Paternò, al via i lavori di riqualificazione del geosito delle Salinelle dei Cappuccini

Cronaca

Paternò, al via i lavori di riqualificazione del geosito delle Salinelle dei Cappuccini

Il progetto prevede la bonifica, la protezione e azioni di fruizione del sito per preservare le caratteristiche geologiche e tutelare la biodiversità

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Consegnati a Paternò alla ditta che si è aggiudicato l’appalto, i lavori di riqualificazione del geosito mondiale delle Salinelle dei Cappuccini. Sono previste azioni di ripristino, tutela e valorizzazione dell’habitat naturale. Il progetto prevede la bonifica, la protezione e azioni di fruizione del sito per preservare le caratteristiche geologiche e tutelare la biodiversità.  Notevole rilievo viene dato alla sensibilizzazione della popolazione locale con eventi didattici.  Il progetto mette in campo l’impiego di tecnologie innovative per creare un sistema di monitoraggio integrato Smart wireless in grado di attivare allarmi, a diversi livelli, sulla base di informazioni dei sensori terrestri e satellitari installati per monitorare l’alta vulnerabilità dell’area. L’intervento complessivo è di quasi un milione e mezzo di euro a carico della Regione.  Il comune di Paternò metterà a disposizione i locali.

Soddisfatto il Ministro Nello Musumeci:  “Ho raccolto, a suo tempo,  l’invito dei componenti del gruppo consiliare di “Diventerà Bellissima” ossia Anthony Distefano e Giuseppe Lo Presti. Di Paternò. Ho fatto, nel novembre del 2019, un sopralluogo per verificare cosa rappresentasse dal punto di vista turistico il geosito delle Salinelle. Ho chiamato la sovrintendenza e ho dato disposizione per redigere il progetto in collaborazione con l’INGV. Questa mia iniziativa sta diventando adesso realtà”.

Soddisfatto anche il sindaco Nino Naso presente alla consegna insieme ad assessori e consiglieri, nonche alla sovraintendente ai beni culturali Irene Donatella Aprile e al progettista Salvo Ferlito. “Oggi si scrive la storia a Paternò –dice Naso- Sono veramente felice, si realizza un sogno, le nostre “Salinelle” saranno riqualificate divenendo un polo di attrazione internazionale. Da anni se ne parlava, ma con l’amministrazione Naso si interviene. Un grazie di cuore va al Ministro Nello Musumeci, allora Presidente della Regione che ha voluto questo intervento di concerto con la mia Amministrazione. Grazie di cuore alla Regione Siciliana, alla soprintendente ai beni culturali e monumentali arch. Donatella Aprile e a tutto lo staff che ha curato e consegnato i lavori alla ditta appaltatrice, alla presenza mia del Presidente del Consiglio e di vari assessori e Consiglieri Comunali e all’INGV”.

Per il deputato regionale Giuseppe Zitelli questo è il momento che “tutti i cittadini di Paternò, ma non solo, aspettavano da tempo: valorizzare un sito di grande importanza turistica e scientifica. In questi anni mi sono battuto, ma non solo io, affinché questo importante sito paternese, degradato dalla presenza dei rifiuti di cittadini zozzoni, fosse ripristinato per riprendere il giusto valore.  Voglio ricordare che le Salinelle sono un fenomeno di vulcanesimo secondario collegato, in qualche maniera, all’attività del vulcano Etna. Un ringraziamento doveroso e di cuore, e sono certo di parlare anche a nome dei paternesi e dei cittadini della provincia di Catania, voglio rivolgerlo all’attuale Ministro per la Protezione Civile,Nello Musumeci, il quale, nel novembre del 2019, durante la sua Presidenza alla Regione Siciliana, dopo un sopralluogo, garantì lo stanziamento di una somma necessaria a valorizzare e ridare la giusta dignità alle Salinelle. Quelle che sembravano semplici parole adesso sono fatti”.

Sulla questione è intervenuto il deputato nazionale Francesco Ciancitto: “Un traguardo che non accade per caso ma che è frutto del lavoro e dell’impegno dell’allora Governo Nello Musumeci che raccolse un appello più che mai opportuno, finanziando un Progetto che è stato seguito dalla Sovrintendenza. Per decenni abbiamo assistito a tante parole e promesse: questa mattina parte una nuova storia”.

E’ l’Archeoclub D’Italia di Paternò sezione Ibla Major a proposito delle Salinelle ha specificato che quest’ultime sono “un giacimento prezioso da valorizzare. Qualcosa si muove grazie al Ministro Nello Musumeci, all’INGV e alla Soprintendenza dei BBCCAA di Catania e il Comune di Paternò. Vogliamo ricordare il lavoro di Salvo Giammanco. Uno dei più antichi Santuari della Sicilia, vicino all’Acropoli di Hybla Major Paternò, Sicilia. Ancora c’è tanto da studiare e scoprire ma per adesso speriamo che la natura si riprenda il suo posto e l’uomo cominci a rispettarla sempre di più. C’è ancora da rigenerare il contesto urbano che definisce l’orizzonte del sito e mettere le basi per un’offerta ricettiva e turistica di qualità, che generi economia. Serve l’impegno di tutti: Regione Sicilia, con Gaetano Galvagno e dell’Amministrazione Comunale con Nino Naso,  con Gaetano Laudani (Genio Civile di Catania) e Donatella Aprile (Soprintendenza ai BBCCAA di Catania)”.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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