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Etna News 24

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Misericordie Ct. Prefetto Librizzi interviene su pagamento sosta ambulanze al Policlinico

In Primo Piano

Misericordie Ct. Prefetto Librizzi interviene su pagamento sosta ambulanze al Policlinico

La Direzione sanitaria del nosocomio catanese ha diffidato ufficialmente la cooperativa che gestisce il servizio sosta

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Intervento forte, quello di Sua Eccellenza il Prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, nei confronti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G.Rodolico-San Marco”, in merito alle criticità lamentate negli scorsi mesi dal Comitato delle Misericordie della Provincia di Catania, relativamente al pagamento da parte di ambulanze o mezzi di trasporto disabili di una penale al superamento dei 15 minuti di permanenza all’interno dei nosocomi Policlinico e San Marco. “La scrivente – si legge nella nota di risposta inviata dalla Prefettura al Comitato delle Misericordie – ha chiesto notizie al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, il quale ha riferito di aver più volte richiamato la cooperativa che si occupa del servizio in argomento a tenere un comportamento adeguato al servizio svolto dalle associazioni di volontariato e di agevolare lo stesso, senza l’applicazione di penali al superamento della permanenza nei presidi oltre 15 minuti”.

Una posizione chiara – la prima ufficiale da parte della Direzione Generale dell’ospedale Catanese– quella che viene fornita al Prefetto sulla problematica segnalata. Ricordiamo che in passato, la dirigenza del nosocomio si era trincerata in un inspiegabile silenzio nei confronti delle richieste ufficiali inviate dalle Misericordie catanesi. Soddisfazione giunge dallo stesso presidente del Comitato delle Misericordie di Catania Alfredo Distefano. «Ringrazio vivamente l’autorevole intervento del Prefetto che ha ben compreso le difficoltà vissute dalle nostre associate intervenendo in maniera decisa sulla problematica. Apprendiamo, per il tramite di Sua Eccellenza, che l’Azienda ospedaliera si è mossa in merito alle nostre richieste rimaste inascoltate e prediamo anche atto che la cooperativa sia stata formalmente diffidata dal perpetrare simili comportamenti. Da una verifica tra le Misericordie di Catania, mi preme segnalare come il problema non sia comunque ancora risolto e  persistono situazioni di criticità. Chiediamo che sin da subito la cooperativa si adegui alle diffide ricevute». Laddove dovesse ancora persistere il problema, sin da oggi, le Misericordie fanno sapere che si rifiuteranno di pagare eventuali penali applicate all’interno dell’Azienda Ospedaliera “G.Rodolico – San Marco”.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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In Primo Piano

Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti

Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

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Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

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