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Etna News 24

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Incubo estate: senza luce ed acqua

Cronaca

Incubo estate: senza luce ed acqua

Gravi i disagi a Paternò, soprattutto sul fronte idrico. Cittadini esasperati.

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Un’estate da incubo quella che i catanesi stanno vivendo in questi giorni, a causa dei problemi determinati da blackout idrici ed elettrici che insieme alla catastrofica situazione dell’aeroporto catanese di “Fontanarossa” e agli incendi degli ultimi giorni, si sono abbattuti sui territori come piaghe d’Egitto.

Enormi i disagi da Catania a tutta la sua provincia, per l’assenza di acqua e di energia elettrica. Anche oggi giornata di passione per migliaia di famiglie costrette in casa, al caldo, con l’arrivo della corrente elettrica ad intermittenza.

Gravi i disagi a Paternò,  con i cittadini che lamentano la grave situazione igienico-sanitaria venutasi a creare.

Dall’AMA, l’azienda idrica cittadina, comunicazioni blande e non all’altezza della gravità della situazione. Oggi solo uno scarno comunicato sul sito dell’Ente,  ha annunciato un guasto alla linea elettrica da parte del distributore Enel, con l’assenza di erogazione di acqua per le zone di Scala Vecchia, Villetta, Palazzolo, Sardegna e limitrofe.

Per il resto silenzio. Non chiaro se domani cambierà qualcosa. Pare ci siano 4 pozzi fuori uso.

Una situazione intollerabile con l’Ama che non sta fornendo nessun supporto alla popolazione paternese rimasta senz’acqua, con l’invio di autobotti dove serve, soprattutto se in casa vi sono anziani, bambini e persone ammalate.

All’assenza di acqua si aggiungono anche i blackout elettrici, anche in questo caso dimostrando un’assoluta carenza infrastrutturale della rete gestita da Enel.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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