In Primo Piano
I giovani del CCR delle scuole di Paterno’ in visita istituzionale a palazzo dei Normanni
Nella giornata di ieri, a bordo di due autobus in direzione Palermo, alunni e docenti per un viaggio voluto e organizzato interamente dall’amministrazione paternese.
Ieri il palazzo dei Normanni ha aperto le proprie porte ai componenti CCR dei 3 circoli didattici di Paterno’ e dei 3 Ist. Comprensivi G.B. Nicolosi, Don Milani e Marconi, aderenti al progetto. Accompagnati dal sindaco Naso, dal presidente del Consiglio, Marco Tripoli, e da esponenti dell’amministrazione paternese, i ragazzi dei CCR delle scuole cittadine sono stati accolti dal presidente dell’ARS Gaetano Galvagno e dall’onorevole Martina Ardizzone. Entrambi hanno ricordato ai ragazzi come la loro esperienza politica abbia avuto inizio in giovane età e hanno concluso immaginando la possibilità che qualcuno dei giovani studenti, oggi visitatori di quel luogo, possa, in un futuro non molto lontano, ritrovarsi ad occupare una delle prestigiose postazioni di quell’aula.
Un’esperienza singolare di conoscenza diretta del luogo più importante della vita politica siciliana per i ragazzi che, grazie ad un’organizzazione interamente dovuta all’amministrazione comunale, con in testa l’assessore alla pubblica istruzione, Patrizia Virgillito, hanno raggiunto il capoluogo accompagnati dai propri docenti referenti del progetto. I ragazzi hanno avuto modo di sedere sugli scranni di sala d’Ercole e ogni baby sindaco è stato invitato a prendere la parola e a manifestare il proprio ringraziamento e la propria emozione suscitata dall’esperienza vissuta.
Ecco i nomi dei giovanissimi sindaci dei ragazzi: Gemmellaro Giorgia, I circolo; Zingale Alfredo, II circolo; Giuseppe Castro, III circolo; Martina Cirino per IC. G.B. Nicolosi; Giulia Grasso per IC. Don Milani e, infine, per IC. Guglielmo Marconi, Alessia Orfanò, che è anche baby-sindaco metropolitano.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
In Primo Piano
Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti
Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia
Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.


