Cronaca
Etna, in nottata altro episodio di attività stromboliana dal nuovo cratere di sud-est
In concomitanza è stato osservato anche un incremento dell’attività eruttiva dal cratere voragine
Un altro episodio di attività stromboliana si è registrato, stanotte, sull’Etna, e precisamente dal “cono della sella” del nuovo cratere di sud-est dell’Etna. A darne comunicazione l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. In particolare le reti di monitoraggio dell’Ingv hanno registrato alle 02.26 di oggi una repentina variazione dei parametri monitorati, con un incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico. Un elemento che avrebbe preannunciato il manifestarsi, da li a poco, di una nuova attività stromboliana, avvenuta poco prima delle ore 03.30. E’ stato constatato un aumento dell’attività eruttiva ai crateri sommitali.
In particolare il nuovo cratere di sud-est è stato interessato da una attività stromboliana continua, con lancio di prodotti oltre l’orlo craterico. Alcuni “blocchi”, ricadendo in parte si sono accumulati sull’orlo del cratere, altri invece sono rotolati lungo i versanti. In concomitanza dell’attività eruttiva del nuovo cratere di sud-est gli esperti dell’Ingv hanno osservato anche un incremento dell’attività eruttiva al cratere voragine, con lancio di “balistici” oltre l’orlo craterico. Poco prima delle 04.30 del mattino l’ampiezza del tremore vulcanico ha mostrato un repentino decremento riportandosi sui valori medi. La localizzazione della sorgente del tremore è stata individuata in prossimità dell’area del nuovo cratere di sud-est, ad una profondità di circa 2800-3000 metri al di sopra del livello medio del mare.Dalle prime luci dell’alba l’Ingv ha registrato una diminuzione significativa dell’attività stromboliana al nuovo cratere di sud-est, dove è rimasto un forte degassamento. Mentre dal cratere voragine è continuata un’attività esplosiva con minor intensità e frequenza rispetto alle ore precedenti.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.