Cronaca
Coronavirus,in Sicilia si abbassa il numero dei contagi, cresce quello dei guariti
Sono attualmente contagiate 2.107 persone, meno 165 rispetto a ieri: a Catania e provincia stabili i casi positivi (674)
Scende, in Sicilia, il numero dei contagi da Covid-19, mentre sale quello delle persone guarite. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 70.104. Attualmente sono contagiate 2.107 (-165), 720 sono guarite (+196) e 228 decedute (+4). Degli attuali 2.107 positivi, 478 pazienti (-7) sono ricoverati – di cui 33 in terapia intensiva (0) – mentre 1.629 (-158) sono in isolamento domiciliare. A Catania, nonostante resta la provincia siciliana con il più alto numero di contagi, calano i casi positivi; allo stato attuale ci sono 674 persone infette, più 4 rispetto a ieri. Sono 107 i ricoverati, sale il numero dei soggetti guariti: dai 195 di ieri si passa ai 200 di oggi. Nelle ultime ore si registra un solo decesso: sono 79 le persone decedute.
Nei comuni della fascia sud- occidentale dell’Etna resta stabile il numero dei contagi. A Belpasso sono 24 le persone contagiate, di cui 19 attualmente attive, tre decedute e due guarite. I nuovi casi fanno preoccupare la popolazione locale. Il sindaco Daniele Motta ha specificato che dei “19 casi attivi solo 4 sono ospedalizzati e nessuno si trova in terapia intensiva. Sette contagiati hanno un età che va dai 0 ai 40 anni- ha detto Motta- sei le persone infette che hanno un età compresa tra i 40 e i 60 anni; sono invece 6 i soggetti aventi un età superiore ai 60 anni. I contagi attualmente attivi si collocano nel centro urbano (16) e anche nelle frazioni (3) e si collocano in un numero ridotto all’interno dei nuclei familiari. Il numero dei contagiati non è sufficiente- ha proseguito Motta- affinché venga dichiarata la “zona rossa” e speriamo che non lo sia mai”.
In Italia dopo cinque giorni di seguito si ferma il calo dei malati per coronavirus. Gli attualmente positivi sono 106.103, 256 in più. Sabato c’era stato un calo di 680 malati. Il dato è stato fornito dalla Protezione civile. Sono salite a 26.644 le vittime per coronavirus con un incremento di 260 in un giorno. E’ il dato più basso registrato da oltre 40 giorni. Sono 64.928 i guariti con un incremento rispetto a sabato di 1.808. L’aumento sabato era stato di 2.622. Prosegue ancora il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva per coronavirus. Dei 106.103 malati complessivi, 21.372 sono ricoverati con sintomi, 161 in meno rispetto a ieri, e 82.722 sono quelli in isolamento domiciliare, 510 in più rispetto a ieri quando si era registrato il primo calo dall’inizio dell’emergenza.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.