Cronaca
Catania, incidente sulla A18 coinvolti due mezzi pesanti con due feriti, traffico in tilt
Da quanto ricostruito dalla Polstrada due mezzi pesanti si sono scontrati tra loro mentre procedevano lungo la stessa direzione di marcia
Incidente stradale all’alba di oggi poco dopo le 5 lungo la A18 (Messina-Catania) in direzione del capoluogo. Sull’incidente sono a lavoro gli agenti della Polstrada di Giardini Naxos che hanno effettuato i rilievi del caso e regolato il traffico sull’autostrada che ha subito dei pesanti rallentamenti. Da quanto ricostruito dalla forze dell’ordine due mezzi pesanti si sono scontrati tra loro mentre procedevano lungo la stessa direzione di marcia.
Un tamponamento avvenuto all’altezza del l km 43,200, nel tratto di strada compreso tra gli svincoli di Calatabiano e Taormina, poco prima del viadotto Alcantara. I mezzi coinvolti sono un autoarticolato e un autocompattatore dei rifiuti. A seguito dello scontro quest’ultimo è volato in una scarpata profonda oltre 15 metri; mentre il tir è rimasto in bilico tra il burrone e la strada occupando le corsie di emergenza e marcia e parzialmente anche quella di sorpasso.
Entrambi i conducenti sono rimasti feriti e ad avere la peggio l’autista del camion dei rifiuti, che ha riportato traumi più gravi. Sul posto sno intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Riposto e di Letojanni che hanno estratto dall’abitacolo del mezzo l’uomo rimasto incastrato. In un’area non distante dall’incidente è atterrato l’elisoccorso che ha trasportato il ferito in uno degli ospedali della zona, mentre anche il conducente del Tir è stato portato in ospedale da un’ambulanza del 118. Sul posto la Polizia stradale di Giardini Naxos per disciplinare la viabilità. Traffico rallentato in direzione Catania. Per i mezzi provenienti da Messina c’è uscita obbligatoria a Giardini Naxos per poi rientrare in autostrada da Fiumefreddo.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.