Cronaca
Calatabiano, incidente sulla A18, morto un 70enne, ferito gravemente il collega
All’alba di oggi un furgone su cui viaggiavano due uomini, che tornavano da Riposto, ha impattato contro il rimorchio di un mezzo pesante
E’ di un morto e di un ferito in gravi condizioni, ricoverato all’ospedale San Vincenzo di Taormina, il bilancio di un incidente stradale registratosi all’alba di oggi, poco prima delle ore 5, sulla A18 (Catania – Messina) tra Fiumefreddo di Sicilia e Giardini Naxos, poco dopo il fiume Alcantara. A perdere la vita Giuseppe Ieni, messinese di 70 anni; rimasto gravemente ferito il collega di 32 anni.
La persona deceduta era alla guida di un furgone, un Opel Combo, che viaggiava in direzione Messina e che, per cause in via di accertamento, ha impattato violentemente contro la motrice di un autoarticolato che procedeva nella stessa direzione. I due occupanti del furgoncino tornavano da Riposto dove abitualmente compravano pesce per rivenderlo a Messina. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Riposto ed un’autogru inviata dalla sede centrale del comando provinciale di Catania, che hanno estratto dall’abitacolo del furgone il passeggero, il 32enne che è stato trasportato all’ospedale di Taormina, mentre personale medico del 118 hanno constatato il decesso del conducente che sarebbe morto sul colpo, estratto anch’egli dalle lamiere contorte. Sul posto agenti della Polstrada di Giardini Naxos e personale dell’Anas per il ripristino della circolazione. Il traffico ha subito pesanti rallentamenti.
AGGIORNAMENTO ORE 15,50
Le condizioni del 32enne si sarebbero aggravate; da qui la decisione da parte dei medici dell’ospedale di Taormina di trasferire l’uomo con l’eliambulanza al Cannizzaro di Catania, dove adesso si trova ricoverato in rianimazione in condizioni critiche.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.