Connect with us
Etna News 24

Etna News 24

Biancavilla, proposta una nuova rete scolastica: fusione “Sturzo” e “Verga”

In Primo Piano

Biancavilla, proposta una nuova rete scolastica: fusione “Sturzo” e “Verga”

Delibera della Giunta comunale del sindaco Bonanno, dopo un confronto con i dirigenti degli istituti

Pubblicato

il

La giunta comunale di Biancavilla ha deliberato la proposta inerente il Piano di dimensionamento della rete scolastica 2020/2021. La novità sostanziale riguarda la “fusione” di due istituti scolasti che finiscono col dar vita ad un istituto comprensivo.

Nello specifico, andrebbero a costituire un unico istituito la “Sturzo”, la “Verga” e gli alunni del “Cielo Stellato” (con dismissione dei locali che ospitano il plesso e relativo affitto a carico del Comune).

Si verrebbero così ad ottenere due Istituti Comprensivi, “Sturzo-Verga” e “Antonio Bruno”, ed il mantenimento del Primo Circolo.

«Si tratta di una integrazione verticale perfetta: lo studente comincia il suo percorso di crescita formativa con la scuola dell’infanzia, prosegue con la primaria e conclude con la secondaria di primo grado. Tutto sotto un’unica dirigenza scolastica», spiega l’esperto del sindaco nell’affrontare la questione, Carmelo Randazzo.

Stabilità, territorialità ed economia di scala, sono i principi che hanno ispirato la proposta dell’amministrazione comunale: ma, sostanzialmente, assolutamente nulla cambia per gli alunni che oggi frequentano le scuole biancavillesi.

«È una proposta che guarda lontano: ai prossimi anni e ad un’organizzazione che, a nostro avviso, tende a migliorare le condizioni scolastiche per alunni, insegnanti e genitori adeguandole anche alle trasformazioni che riguardano il tessuto urbano della nostra città», conclude il sindaco Antonio Bonanno. «La nostra proposta è una sintesi scaturita da un confronto avuto con i dirigenti scolastici. Il mio personale ringraziamento va anche all’assessore uscente, Daniela Russo, che in tutti questi mesi ha seguito l’evolversi della vicenda».

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

Pubblicato

il

La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

Continua a leggere

In Primo Piano

Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti

Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

Pubblicato

il

Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

Continua a leggere

Trending