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Biancavilla, hanno giurato gli assessori Randazzo, Giardina e Salvà
Adesso si attende l’insediamento del consiglio comunale e la nomina degli altri due componenti della giunta comunale
Si è tenuta questo pomeriggio all’interno della sala consiliare del comune di Biancavilla la cerimonia di giuramento dei primi tre assessori della giunta “Bonanno bis”. Così come indicato in fase di presentazione delle liste elettorali, si tratta di Vincenzo Randazzo, Vincenzo Giardina e Martina Salvà. Randazzo, espressione della lista “Energie per Biancavilla”, professore presso la “Luigi Sturzo” di Biancavilla, torna alla politica con un ruolo importante, dopo un ventennio di assenza. Randazzo, sempre esponente della destra biancavillese, è cresciuto prima nel Movimento Sociale Italiano e poi in Alleanza Nazionale vicino all’ex sindaco Mario Cantarella ricoprendo il ruolo di consigliere d’opposizione durante la sindacatura di Pietro Manna. Vicino allo stesso Randazzo è l’assessore Vincenzo Giardina, consulente finanziario, espressione della lista “Biancavilla mi piace” dove ha conquistato il primo posto tra i consiglieri del suo gruppo, che con il giuramento di oggi potrà continuare il proprio operato amministrativo vicino al sindaco Bonanno che lo aveva in passato scelto come vicesindaco.
Nel segno della continuità anche la scelta di Martina Salvà, funzionario direttivo presso la Regione Siciliana, seconda consigliera più eletta nella lista “Biancavilla che lavora” che nella scorsa legislatura ha occupato lo scranno più alto del civico consesso biancavillese. “Ho augurato loro buon lavoro, sono certo faranno bene” ha commentato Antonio Bonanno su Facebook. “Alla città posso assicurare la stessa determinazione che abbiamo saputo dimostrare nel corso del primo mandato”. Subito dopo il giuramento, si è tenuta la prima giunta per deliberare su alcune tematiche urgenti. Nelle prossime settimane, il sindaco Antonio Bonanno che era presente al giuramento odierno, nominerà gli altri 2 componenti della giunta mancanti potendo così distribuire le deleghe assessoriali.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.