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Biancavilla, bonifica anti-amianto di monte Calvario: ok della Regione

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Biancavilla, bonifica anti-amianto di monte Calvario: ok della Regione

Via libera per la messa in sicurezza dell’area: previsti interventi per quasi 18 milioni di euro

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Può scattare la bonifica di monte Calvario. Di ritorno da Palermo, è il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ad annunciare lo sblocco dell’iter per la messa in sicurezza dell’intera area con finanziamenti complessivi di quasi 18 milioni di euro.

Un passo decisivo, quello compiuto dall’amministrazione Bonanno, che ha ottenuto il via libera definitivo al progetto esecutivo per monte Calvario, a conclusione di un lunghissimo percorso burocratico, non senza intoppi, modifiche e integrazioni.

L’ultima conferenza dei servizi ha permesso di ultimare l’iter con la certificazione di tutti i pareri favorevoli.

Presenti all’incontro, il sindaco Bonanno, il vice Mario Amato, i rappresentanti dell’ufficio tecnico biancavillese, Placido Mancari e Dino Gentile, che negli ultimi mesi hanno rimodulato ed integrato il progetto così com’era stato richiesto.

«Si tratta di una vittoria di tutti. Una vittoria della città. E sono orgoglioso di potere comunicare ai miei concittadini che si apre una nuova era per la nostra Biancavilla – spiega il primo cittadino, Antonio Bonanno -. Abbiamo patito a nostre spese la lunga scia di morte provocata dalla fluoroedenite: Monte Calvario verrà finalmente messo in sicurezza per sempre. Il mio personale ringraziamento all’assessore regionale Marco Falcone che, anche oggi, ha dimostrato di saper essere concreto affrontando la questione in modo determinante».

Toccherà, adesso, all’Urega bandire la gara d’appalto alla quale seguirà l’avvio degli interventi sul sito.

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Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti

Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

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Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

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