Cronaca
Belpasso, i carabinieri arrestano un 34enne avrebbe aggredito la ex compagna
E’ accusato di atti persecutori e lesioni personali verso la ex, ad aiutare la donna due cittadini che avrebbero assistito al fatto
Arrestato dai carabinieri del comando stazione di Belpasso un 34enne per “atti persecutori” e “lesioni personali”. Vittima la ex compagna dell’uomo. I militari dell’Arma sono intervenuti presso un bar del centro cittadino, dove una donna, contattando la locale caserma, ha chiesto l’intervento dei militari perché era stata aggredita dal suo ex compagno. I militari dell’Arma hanno raggiunto l’esercizio commerciale e hanno trovato la giovane ancora in forte stato di agitazione. Rassicurata dalla presenza dei carabinieri, la donna ha riferito che, poco prima, sarebbe stata aggredita fisicamente dall’ex compagno, il quale l’avrebbe prima raggiunta improvvisamente per strada chiedendole di seguirlo “per chiarire” e poi, a seguito del suo rifiuto, avrebbe inveito verbalmente nei suoi confronti e, infine, l’avrebbe percossa, strattonandola e tirandole i capelli.
Due testimoni, avventori del bar, hanno confermato la versione dei fatti della giovane, raccontando che, mentre stavano consumando un caffè seduti al tavolino, sono stati attirati dalle urla della giovane e hanno notato che veniva percossa da un uomo. A quel punto i due cittadini sono intervenuti per evitare che la situazione degenerasse, ma solo quando i due hanno telefonavano ai carabinieri il giovane aggressore avrebbe smesso di malmenare la ex e si sarebbe dato alla fuga minacciandola un’ultima volta. La vittima, ancora in stato di agitazione, ha mostrava ai carabinieri i lividi al braccio destro che le sarebbero stati procurati dall’ex compagno e quest’ultimo, che si era nascosto nei paraggi, tornando verso di lei l’avrebbe nuovamente minacciata mimando anche con la mano il segno della croce. L’arrestato è stato messo ai domiciliari.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.