Cronaca
Paternò, ritrovato all’alba di oggi l’85enne di cui non si avevano notizie da diverse ore
L’uomo, di cui si erano perse le tracce da ieri pomeriggio, è stato trovato infreddolito ma in buone condizione, nella zona delle Salinelle
E’ stato ritrovato all’alba di oggi, poco prima delle 04.30(da quanto si apprender dalla sala operativa dei pompieri di Catania) l’anziano di 85 anni di Paternò di cui non si avevano notizie dalle ore 17 di ieri pomeriggio, quando, mentre si trovava nel parcheggio di un supermercato di via Fonte Maimonide, sempre a Paternò, e in attesa che la consorte uscisse dall’esercizio commerciale dove stava effettuando delle commissioni, si è allontanato a piedi dalla zona per poi fare perdere le proprie tracce.
I familiari, non avendo più notizie dell’uomo(non è chiaro se quest’ultimo fosse in possesso di un telefonino) hanno informato, nella tarda serata di ieri, i carabinieri della compagnia di Paternò, i quali hanno fatto scattare le ricerche. Allertata per l’occasione la centrale operativa dei vigili del fuoco di Catania, la quale ha inviato sul posto i pompieri dei distaccamenti di Paternò e Linguaglossa; presenti alle ricerche, oltre ai carabinieri della locale compagnia, anche i volontari della protezione civile dell’APAS Paternò. I soccorritori hanno avuto modo di osservare le immagini del sistema di video sorveglianza del supermercato, le quali hanno immortalato il momento in cui l’85enne si è allontanato dal parcheggio dell’esercizio commerciale.
Dopo ore di ricerche l’uomo è stato ritrovato infreddolito, ma sostanzialmente in buone condizioni, in contrada Acqua Grasse, nei pressi delle Salinelle dei Cappuccini. Da quanto si apprende l’uomo soffrirebbe di problemi cognitivi che non gli avrebbero permesso di ritrovare la strada di casa. Attualmente si trova al pronto soccorso dell’ospedale “Santissimo Salvatore” di Paternò sotto osservazione.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.