Cronaca
Incidente sulla tangenziale di Catania: un morto e sette feriti nella stessa auto
In ospedale quattro bambini in tenera età, nessuno in pericolo di vita: tutte le persone coinvolte sono rumene
Rimangono ricoverati negli ospedali del Catanese i bambini rimasti feriti nell’incidente stradale avvenuto sull’Asse dei servizi. Non sarebbero comunque in pericolo di vita.
Un tragico incidente, in cui ha perso la vita un uomo di 47 anni, alla guida di una Alfa Romeo 147 e sulla quale viaggiavano, complessivamente, 8 persone, ossia 4 adulti e 4 bambini. Tre dei quattro bimbi, due bambine di 5 anni ed un bimbo di un anno e mezzo, sono ricoverati nell’ospedale Cannizzaro di Catania. Il quarto, un bambino di nove mesi, è stato portato all’ospedale Garibaldi Nesima.
Al Cannizzaro, una bambina di circa 5 anni, è arrivata in codice rosso con una profonda ferita al collo che ha provocato una copiosa perdita di sangue, in stato confusionale e con escoriazioni diffuse. Secondo quanto fanno sapere dal nosocomio è stata operata nella notte da una equipe di chirurgi plastici e vascolari e sarebbe in ripresa. L’altra ferita, anch’essa di 5 anni, ha riportato la frattura di scapola mentre il bimbo di un anno e mezzo ha riportato escoriazioni ed ecchimosi. Entrambi si trovano nel Pronto soccorso pediatrico.
Nel reparto osservazione breve intensiva del pronto soccorso generale del Cannizzaro si trova un giovane di 25 anni, arrivato in codice giallo per trauma cranio-facciale non grave. Le altre due persone coinvolte nell’incidente stradale sono due donne: una è stata ricoverata nell’ospedale Garibaldi centro con una frattura alla clavicola, un’altra è stata ricoverata al Policlinico.
La salma del conducente si troverebbe nell’obitorio dell’ospedale Garibaldi, a disposizione dell’autorità giudiziaria, la quale, nelle prossime ore, potrebbe firmare il nullaosta per la riconsegna della vittima dell’incidente ai familiari.
Sull’incidente stanno indagando gli agenti della polizia municipale di Catania, i quali con molta difficoltà stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. Gli occupanti dell’auto sono tutti di nazionalità rumena residenti in alcuni comuni dell’hinterland catanese.
Da una prima sommaria ricostruzione il conducente dell’ autovettura, per cause in fase di accertamento, ha perso il controllo della 147 andandosi a schiantare contro il guard-rail. Immediati i soccorsi.
Sul posto diverse ambulanze del 118, nonché due squadre del comando provinciale etneo, provenienti dalla sede dei via Cesare Beccaria. Vigili del fuoco che hanno lavorato celermente per estrarre dalle lamiere contorte gli occupanti rimasti incastrati dentro l’abitacolo. Terrificante le conseguenze dell’incidente con pezzi di carrozzeria sparsi sull’asfalto su un diametro di un centinaio di metri. Lunghe code e traffico in tilt per diverse ore.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.