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Etna News 24

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Adrano, denunciati due minori per estorsione nei confronti di 5 minorenni

Cronaca

Adrano, denunciati due minori per estorsione nei confronti di 5 minorenni

Due i fatti estortivi contestati dalla polizia a due ragazzi, registratesi in due distinti momenti, all’interno del “Giardino della Vittoria”

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Due minori di Adrano, di 15 e 17 anni sono stati denunciati a piede libero dagli agenti del commissariato adranita, diretto dal vice questore Paolo Leone, con l’accusa di estorsioni perpetrati nei confronti di altri 5 minori aventi un’età compresa tra i 14 e 17 anni. Due i fatti estortivi contestati dalla polizia ai due minorenni , registratesi in due distinti momenti, all’interno del “Giardino della Vittoria” di Adrano. La somma estorta complessivamente sarebbe pari a 20 euro.

Secondo gli investigatori del locale commissariato i due indagati, con fare arrogante e prevaricatore,  si sarebbero avvicinati  in entrambi le circostanze, con una scusa qualsiasi, a dei ragazzini, i quali stavano trascorrendo un momento di svago dentro il parco comunale, chiedendo loro dei soldi “in prestito”. Agli stessi ragazzini sarebbe stata promessa la restituzione dei soldi e, a garanzia di tale promessa, sarebbero stati forniti dei numeri di cellulare sul quale rintracciare i “debitori” e che alla fine si sarebbero rivelati “falsi”.

Gli autori dei due fatti avrebbero fatto perdere le tracce, dileguandosi per le vie del centro storico cittadino, ritrovandosi poi in un punto convenuto dove avrebbero provveduto a dividersi il denaro. Le giovani vittime hanno riferito il tutto ai  genitori, i quali hanno deciso di rivolgersi al commissariato di pubblica sicurezza, per denunciare i fatti e cercare protezione per i loro figli. I poliziotti hanno avviato le indagini per giungere nel più breve tempo possibile all’individuazione dei due indagati per evitare che simili azioni potessero ripetersi. Grazie al  lavoro condotto dei poliziotti della scientifica, sono state estrapolate le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza che hanno immortalato i responsabili e tutte le varie fasi delle azioni da loro perpetrate.  Si è poi proceduto con l’ausilio della squadra volante alla identificazione dei responsabili dei fatti estortivi .

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Adrano Fabio Mancuso: “Denunciare sempre se si vuole affermare la legalità, l’ordine e la sicurezza. La tempestività della denuncia e dell’intervento delle forze dell’ordine sono fondamento della certezza che nessun reato può rimanere impunito nella nostra città- ha detto Mancuso- La sicurezza è condizione imprescindibile per la convivenza civile. Pertanto la casa comunale sarà sempre vicina a chi subisce atti di sopruso, di violenza o di intimidazione e alle forze di polizia che garantiscono il rispetto della legge. Nello stesso tempo occorre lavorare tra gli enti educativi per adottare strategie formative di integrazione e prevenzione” ha concluso il primo cittadino Fabio Mancuso.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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