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Etna News 24

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Paternò, l’immobile dell’ESA di via Canonico Renna all’attenzione della politica regionale

Cronaca

Paternò, l’immobile dell’ESA di via Canonico Renna all’attenzione della politica regionale

Si è parlato del futuro del rudere di via Renna nell’incontro che il gruppo consiliare pentastellato paternese ha avuto con il Presidente dell’Esa

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Si è parlato del futuro dell’immobile di via Canonico Renna, di proprietà dell’Ente di Sviluppo agricolo, nell’incontro che il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle paternese (Marco Gresta, Martina Ardizzone e Claudia Flammia) ha avuto, ieri mattina, con il Presidente dell’Esa Giuseppe Catania. All’incontro erano presenti il deputato regionale pentastellato Luigi Sunseri, Sante Chinnici, in rappresentanza dell’associazione culturale “San Biagio” e Giuseppe Sapienza, persona vicina ai pentastellati paternesi ma che ha seguito le sorti del rudere di via Canonico Renna.

“Dopo la presentazione di un emendamento in Ars, a prima firma Sunseri, che prevedesse il passaggio dell’immobile al patrimonio della Regione Siciliana, abbiamo deciso di recarci a Palermo per incontrare direttamente l’attuale Presidente Esa- hanno detto i tre consiglieri comunali – così da discutere sulle possibili azioni da perseguire per ottenere la valorizzazione di quell’area”. Per  il gruppo consiliare del Movimento 5stelle l’incontro è stato molto proficuo e il presidente Catania, dicono i consiglieri, si sarebbe reso disponibile ad aprire un dialogo istituzionale, pronto a chiedere al comune di Paternò di lavorare su dei progetti per la futura destinazione dell’immobile.

“A questo proposito, chiederemo l’aiuto alla città, ai professionisti, alle associazioni, attraverso dei concorsi di idee, per iniziare a lavorare concretamente sulle opportunità che l’area potrebbe offrire”, hanno concluso i consiglieri. All’incontro ha partecipato anche  Sante Chinnici in quanto rappresentante dell’associazione San Biagio, quest’ultima da sempre impegnata nel quartiere sulla tematica : “L’associazione, come gli abitanti della zona, dimostrano grande interesse perché questa zona diventi fruibile alla comunità tutta e non diventi , quindi, un’area privata. Per questo motivo, ho partecipato con piacere all’incontro propostomi dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, con la speranza che le iniziative discusse verranno attuate al più presto”.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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