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Etna News 24

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Biancavilla, funerali di Vito Lanzafame, una intera comunità incredula e affranta

Cronaca

Biancavilla, funerali di Vito Lanzafame, una intera comunità incredula e affranta

Le esequie funebri del giovane morto nell’incidente stradale di giovedì, celebrate proprio nel giorno in cui avrebbe compiuto 18 anni

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Giornata di dolore e di preghiera quella di oggi per la città di Biancavilla, la quale, nella tarda mattina di oggi, ha dato l’ultimo saluto a Vito Lanzafame, il giovane biancavillese, morto in un incidente stradale, giovedì mattina, lungo Viale dei Fiori, mentre a bordo dello scooter, un “Aprilia” 125, si recava a scuola da Biancavilla ad Adrano, all’istituto “Pietro Branchina”. Con lui viaggiava il cugino di 17 anni.

I funerali si sono svolti oggi, proprio nel giorno del suo 18esimo compleanno, all’interno della basilica “Maria Santissima dell’ Elemosina”. Ad attendere  il feretro, all’esterno della Chiesa, centinaia di persone che si sono strette ai genitori di Vito, il quale era figlio unico. Presenti gli amici di infanzia, della scuola, ma anche della palestra che il giovane frequentava e i ragazzi dell’oratorio “Don Pino Puglisi”, dove Vito faceva l’animatore.

A celebrare le esequie funebri Don Agrippino Salerno. Al termine della cerimonia sono stati liberati dei palloncini bianchi e esplosi anche dei fuochi d’artifizio, proprio  per festeggiare il 18esimo di Vito. Presente al rito funebre anche il sindaco Antonio Bonanno. Sono stazionarie le condizioni del cugino di Vito, il 17enne che viaggiava, assieme al giovane deceduto, sullo scooter: è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale “Cannizzaro” di Catania per una serie di traumi e fratture. Il ragazzo non è comunque in pericolo di vita.  A seguito dell’incidente è indagato, come atto dovuto, per omicidio stradale, l’autista di un mezzo dell’impresa di raccolta dei rifiuti.

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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