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“Acoset per l’ambiente”, nasce il primo impianto fotovoltaico per il servizio idrico

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“Acoset per l’ambiente”, nasce il primo impianto fotovoltaico per il servizio idrico

Dopo Mascalucia, altri 35 impianti nasceranno in altri Comuni etnei, con un risparmio per l’utenza ed in termini ambientali.

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Il taglio del nastro questa mattina, presso il complesso idrico Acoset “SA Nicolosi”, a Mascalucia. E’ stato inaugurato il primo impianto fotovoltaico, facente parte del progetto “Acoset per l’Ambiente”, realizzato in collaborazione con la Esco “Empower Italia Srl”, di proprietà del gruppo cinese Upsolar.

Il progetto prevede la realizzazione complessiva di 36 impianti fotovoltaici su altrettanti siti aziendali Acoset. È il primo caso in Italia di P.P.A. (Power purchase agreement, “accordo di acquisto di energia”), abbinato ad un partenariato pubblico privato, senza alcun contributo pubblico né in conto capitale né in conto produzione, inserito nel contesto degli accordi della cosiddetta “Via della Seta”.

Seguirà la realizzazione di altri 35 impianti nei comuni di Adrano, Belpasso, Bronte, Nicolosi, Pedara, Ragalna, Santa Maria di Licodia, S. G. La Punta  Trecastagni, Valverde e Viagrande con beneficio per l’efficienza della rete idrica. 

All’inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente Acoset  Diego Di Gloria; il direttore generale Giuseppe Rizzo; i deputati regionali, Alfio Papale e Anthony Barbagallo, il sindaco di Nicolosi Angelo Pulvirenti; il sindaco di Mascalucia  Antonio Magra,  il sindaco di Tremestieri Etneo Santi Rando.

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Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti

Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

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Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

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