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All’Istituto Alberghiero di Santa Maria di Licodia si conversa in inglese con i Marines

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All’Istituto Alberghiero di Santa Maria di Licodia si conversa in inglese con i Marines

Un’esperienza formativa importante per gli studenti che molto spesso si ritrovano a lavorare all’estero

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Grande entusiasmo tra i banchi dell’Istituto I.P.S.S.A.T “Rocco Chinnici” di Santa Maria di Licodia per l’ora di “English conversation”. Gli studenti del triennio del plesso di via Regina Margherita, sono stati coinvolti per la prima volta in una interessante attività di scambio culturale e arricchimento linguistico, con un gruppo di giovani Marines di madrelingua, accompagnati dal responsabile Relazioni Esterne, Base Marina USA Sigonella, Alberto Lunetta.

A fare gli onori di casa la professoressa, Maria Russo, che ha coordinato l’incontro coadiuvata dalle docenti di inglese Linda Liuzzo e Margherita Mirone. «Abbiamo accolto questa iniziativa – spiega la prof. Maria Russo – per l’alto valore formativo dello scambio e l’incisiva ricaduta didattica sulla preparazione degli alunni coinvolti. I ragazzi, hanno avuto per la prima volta l’opportunità di instaurare un avvincente ed efficace dialogo in lingua madre con i loro interlocutori. Un’esperienza che gli servirà per il mondo del lavoro».

Molti di loro, infatti, seguendo il progetto di alternanza scuola – lavoro, si ritrovano molto presto a lavorare all’estero. Il progetto di volontariato linguistico/culturale, che i militari americani di Sigonella effettuano regolarmente nelle scuole siciliane, s’inquadra nell’ambito di un vario e articolato programma di “Community Relations” ovvero di amicizia e riconoscenza con le comunità locali.

In questa occasione per l’attività d’interazione linguistica, sono stati impegnati un gruppo di militari americani del reparto di pronto intervento dell’associazione First Responders (FRA).

La giornata di formazione si è conclusa con un pranzo, preparato dagli studenti di terza H, seguiti dal prof. Luis Tedeschi.

L’attività progettuale di collaborazione tra i militari USA e il piccolo centro etneo proseguirà mercoledì 18 alla scuola “Don Bosco”. 

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Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti

Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

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Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

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