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Etna News 24

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Randazzo, minaccia la madre con ascia e martello per un pranzo non pronto

Cronaca

Randazzo, minaccia la madre con ascia e martello per un pranzo non pronto

L’anziana donna ha riportato contusioni alla testa e alle mani, il figlio è rinchiuso a “Piazza Lanza”

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I Carabinieri della Stazione di Randazzo hanno arrestato un 46enne, poiché ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e minaccia aggravata, reati commessi nei confronti della madre di 75 anni.

Senza lavoro e schiavo della dipendenza da sostanze alcoliche, vessava da mesi la povera madre, rimasta vedova, costringendola ad una convivenza costellata da violenza e prevaricazioni di ogni genere.  

In ultimo, l’episodio che ha costretto la donna a fuggire da casa e chiedere aiuto ai carabinieri. 

Sol perché la poveretta aveva ritardato nel preparagli il pranzo, l’energumeno ha prima distrutto parte degli arredi per poi strattonare violentemente la madre, Recatosi in garage, si è munito di ascia e martello, branditi contro la poveretta in segno di minaccia.  

La donna, per miracolo, anche grazie alle condizioni instabili del figlio, dovute come sempre all’abuso di alcolici, è riuscita a divincolarsi, fuggire in strada e da lì chiedere aiuto al 112.

Telefonata che ha consentito alla pattuglia della locale Stazione di intervenire subito sul posto, porre in sicurezza la vittima, e bloccare l’aggressore trovato mentre girovagava per le stanze dell’appartamento in stato confusionale.

I militari hanno rinvenuto a terra ascia e il martello e posti sotto sequestro. 

L’anziana, accompagnata al Pte di Randazzo, è stata visitata e riscontrata affetta da trauma contusivo alla testa e alle mani.

L’arrestato, in attesa delle decisioni del Gip del Tribunale etneo, è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza, così come disposto dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Catania.  

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Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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