In Primo Piano
Vigili del Fuoco, anche una voce “etnea” nella protesta a Montecitorio
A Roma pure il segretario provinciale Co.Na.Po., Santo Re, in servizio a Paternò
Un esercito di caschi rossi in uniforme, ha invaso piazza Montecitorio. E tra i tremila “eroi” provenienti da ogni parte d’Italia, tra quei “campioni della Patria” pianti e osannati quando perdono la vita in servizio ma relegati ai margini dei diritti, c’era anche una delegazione siciliana formata da 77 unità.
Nello specifico per Catania era presente il Segretario Provinciale CONAPO, Santo Re, in servizio al distaccamento di Paternò, con a seguito altri componenti di segreteria. Tutti insieme hanno chiesto a gran voce al governo risposte immediate nella legge di bilancio sul tema dell’equiparazione retributiva e previdenziale agli altri Corpi dello Stato.
La protesta, organizzata dai sindacati Conapo, non è certo la prima.
Anzi, esattamente due anni fa i vigili del fuoco si ritrovarono in quella piazza, allora come ieri, a chiedere maggiori tutele e riconoscimenti. «Siamo eroi traditi!», «Prima eroi in tv dopo per voi non esistiamo più», «Amati dagli italiani, ignorati dallo Stato», sono alcune delle frasi che hanno gridato in piazza.
A sostenere questa iniziativa anche il maggior sindacato dei vigili del fuoco provenienti dallo stato della Slovenia.
«Siamo stati ascoltati da varie fazioni del governo – ha raccontato, Santo Re – che ci hanno mostrato un documento presente nella legge di bilancio che ci dovrebbe assicurare i 216 milioni in 3 anni che porterebbero alla totale equiparazione da noi richiesta».
Problemi che toccano da vicino i distaccamenti dei vigili del fuoco di Paternò e Adrano, costretti ad operare quotidianamente con un organico ridotto, sottopagato e privo di tutele pensionistiche e previdenziali.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
In Primo Piano
Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti
Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia
Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.


