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Etna News 24

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Marijuana “light” ma illegale, denunciati tre rivenditori a Paternò e a Belpasso

Cronaca

Marijuana “light” ma illegale, denunciati tre rivenditori a Paternò e a Belpasso

Sequestrate oltre 200 confezioni di inflorescenze “vietate” al commercio, secondo i carabinieri

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I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò, in attuazione della direttiva ministeriale dello scorso maggio, denominata “commercializzazione di canapa e normativa sugli stupefacenti”, hanno svolto numerosi controlli e perquisizioni negli esercizi commerciali autorizzati alla vendita della cosiddetta “marijuana light”, riscontrando in alcuni di essi delle violazioni di carattere penale. 

Difatti, all’interno delle rivendite di tre rivendite a Paternò e a Belpasso, i militari hanno sequestrato oltre 200 confezioni contenenti delle inflorescenze, già vietate, comunque con il principio attivo superiore a quello previsto dalla legge e quindi non commerciabile.

Così riferisce un comunicato della sala stampa del comando provinciale dei carabinieri: i tre titolari dei negozi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per vendita e commercializzazione di sostanze stupefacenti.

Aggiornamento (20.7.2019)

Il Tribunale del riesame di Catania, accogliendo il ricorso degli avvocati Benedetta Asero e Dario Pastore, ha disposto il dissequestro della cannabis light sequestrata in tre negozi di Belpasso e Paternò su richiesta della Procura. Sono gli esercizi commerciali ‘Green house shop’ di Barbaro Sciacca, ‘Cannabis zone’ di Vincenzo Laudani, ‘Weed shop’ di Giuseppe Fabio Spina. Il Tribunale ha mantenuto il sequestro di una sola confezione per tipologia di sostanze sequestrate al fine di effettuare le analisi tossicologiche.

In sede di Riesame gli avvocati difensori hanno prodotto le analisi chimiche della sostanza in vendita che hanno certificato che non era superato il limite di 0,5 thc indicato dalla tossicologia forense e dalla giurisprudenza come valore soglia sotto il quale non vi è effetto psicotropo o drogante. Gli avvocati Asero e Pastore esprimono “viva soddisfazione” e dichiarano di «essere fiduciosi di una richiesta di archiviazione per totale infondatezze della notizia criminis».

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Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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