Connect with us
Etna News 24

Etna News 24

In auto con pistola carica sotto il sedile, nei guai un insospettabile di Adrano

Cronaca

In auto con pistola carica sotto il sedile, nei guai un insospettabile di Adrano

Bloccato dai carabinieri a Catania. Poi la perquisizione domiciliare, che ha permesso di trovare altre armi.

Pubblicato

il

I carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando provinciale hanno arrestato un 31enne di Adrano, poiché ritenuto responsabile di detenzione e porto di arma clandestina, nonché di detenzione illegale di munizioni.

Insospettiti per la repentina accelerazione dell’auto che guidava, una Volkswagen Golf, i militari della Squadra Motociclisti, dopo averla affiancata, hanno intimato al conducente di fermarsi. I fatti sono accaduti in piazza Eroi d’Ungheria, a Catania.  L’immediata perquisizione dell’abitacolo ha consentito di rinvenire e sequestrare una pistola semiautomatica cal. 6,35 marca Astra, con matricola abrasa e colpo in canna, nascosta sotto il sedile lato guida.

Estendendo la perquisizione nell’abitazione dell’uomo, titolare di porto d’armi per uso sportivo, i carabinieri hanno trovato e sequestrato anche 26 cartucce cal. 7,65, detenute illegalmente, rispetto ad una pistola Beretta cal.7,65, e 50 cartucce dello stesso calibro, detenute regolarmente, nonché un fucile da caccia cal.12 marca Fabarm, detenuto legalmente dal padre convivente.

Le armi e le munizioni regolarmente detenute sono state comunque preventivamente sequestrate, in attesa dell’avvio del procedimento amministrativo teso alla revoca del porto d’armi, compreso il fucile, ritirato al genitore per la presenza in casa del figlio sottoposto agli arresti domiciliari.

L’arma clandestina nei prossimi giorni sarà inviata agli esperti del Ris di Messina per essere sottoposta a degli accertamenti che potrebbero stabilirne l’eventuale utilizzo in episodi criminali.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

Pubblicato

il

La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

Continua a leggere

Cronaca

Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

Pubblicato

il

Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

Continua a leggere

Trending