In Primo Piano
Blatte e bruchi a scuola: in sciopero gli studenti del “Rapisardi” di Paternò
Stop alle lezioni al liceo classico-artisitico, per la disinfestazione si attendono risposte dalla Città metropolitana
Hanno incrociato le braccia in segno di protesta, contro i silenzi che restano dalla Città Metropolitana. Niente lezioni oggi per gli studenti del liceo classico-artistico “Rapisardi”, che stamattina si sono presentati regolarmente a scuola, ma hanno deciso di non entrare in classe per manifestare tutto il loro dissenso, visto l’assenza degli interventi richiesti.
Come hanno spiegato i rappresentanti di istituto, Salvatore Russo e Claudia Risiglione, il motivo è legato al ritrovamento, sabato scorso, di blatte e qualche bruco, in diversi punti della scuola, con il timore che, questi ultimi, potessero essere esemplari di “processionaria”. Da qui la richiesta inviata alla Città Metropolitana di una disinfestazione del plesso scolastico.
Nonostante due pec inviate dalla direzione didattica, come ha spiegato la vicepreside Angela Pistorio, dall’Ente catanese non sono, però, arrivate risposte. “Abbiamo deciso di aspettare fino ad oggi – hanno evidenziato i rappresentanti d’Istituto -, ma dalla Città Metropolitana non arrivano risposte. E’ il nostro modo di chiedere attenzione, di chiedere interventi.”
Gli studenti hanno, comunque, deciso che oggi entreranno regolarmente in classe, in attesa che gli organi competenti si muovano.
Scuola chiusa, invece, nel fine settimana, per la media “Virgilio”. Per una derattizzazione dei locali, lezioni sospese venerdì 18 e lunedì 21 ottobre. Gli studenti rientreranno in classe, per le regolari lezioni, a partire da martedì 22.

Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
In Primo Piano
Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti
Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia
Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.


