Cronaca
Maniace, le piogge ingrossano un torrente che esonda e invade la sede stradale
Le abbondanti precipitazioni di ieri pomeriggio l’hanno fatto tracimare con l’acqua che ha allagato via Tortorici e alcuni scantinati.
Strade e case allagate con alcune famiglie evacuate a scopo precauzionale. Sono le conseguenze dei danni provocati dal maltempo che si è abbattuto, nel pomeriggio di ieri sulla fascia sud-occidentale dell’Etna, dove le precipitazioni torrenziali hanno ingrossato qualche torrente e fatto saltare tombini e tubature con l’acqua che si è riversata sulle strade dei centri abitati. In particolare a Maniace un torrente che attraversa il centro cittadino si è ingrossato, esondando e invadendo la sede stradale di via Tortorici. Il piano terra di alcune abitazioni è stato invaso dall’acqua del torrente. Sul posto a prestare soccorso i vigili del fuoco dei distaccamenti di Randazzo e Maletto nonchè le forze dell’ordine e personale della protezione civile, prestando aiuto alle persone che in quel momento si trovavano dentro casa.
Danni anche a Biancavilla dove le piogge hanno allagato le strade cittadine. Lungo Viale dei Fiori diverse automobili sono rimaste impantanate; gli occupanti sono stati soccorsi dai pompieri del distaccamento di Adrano in quanto rimasti bloccati dentro i mezzi. Veri e propri torrenti d’acqua hanno fatto saltare asfalto e tombini trascinando con se tutto quello che trovavano sul loro percorso. In contrada Scirfi una sorta di fiume in piena ha invaso la sede stradale, rendendo cosi difficile la viabilità nonchè gli scantinati delle abitazioni. Necessario l’intervento della protezione civile anche con l’ausilio di mezzi meccanici.
Ed ieri sera poco prima della mezzanotte i pompieri di Randazzo sono intervenuti nei pressi dell’Alcantara per salvare un intero nucleo familiare, finito per cause in corso di accertamento, con tutta l’auto all’interno del fiume. Sul posto uomini del 115 del distaccamento di Randazzo. Non è stato necessario l’intervento del nucleo sommozzatori allertato in precedenza dalla sala operativa dei pompieri.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
Cronaca
Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso
L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite
Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata lungo via Domenico Tempio. Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.