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Etna News 24

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S.M. di Licodia, sindaco Buttò emana ordinanza su cenere vulcanica

In Primo Piano

S.M. di Licodia, sindaco Buttò emana ordinanza su cenere vulcanica

Definiti i limiti di velocità da mantenere e le modalità di smaltimento dei sacchetti contenenti la sabbia vulcanica

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Il sindaco di Santa Maria di Licodia Giovanni Buttò, a seguito della copiosa ricaduta di cenere vulcanica avvenuta oggi su tutto il territorio comunale, legata all’attività stromboliana dell’Etna, ha emanato una propria ordinanza mirata a garantire la sicurezza sul territorio comunale nonché le modalità di smaltimento della sabbia raccolta.

L’ordinanza

1) In tutte le strade del territorio comunale, fino al ripristino delle condizioni preesistenti, ovvero all’eliminazione della cenere vulcanica, sono istituiti:
a) il limite di velocità per gli autoveicoli circolanti nelle strade del territorio comunale interessate dalla caduta di sabbia vulcanica è fissato in 30 Km/h;
b) il limite di velocità per gli automezzi a due o tre ruote circolanti nelle medesime strade è fissato in 10 Km/h;

2) che in ogni caso tutti gli automezzi dovranno tenere una velocità, anche inferiore a quelle prescritte al precedente punto 1), tale da evitare cadute, tamponamenti e altre situazioni di pericolo;

3) che in caso di pioggia nelle strade del territorio comunale interessate dalla caduta di sabbia vulcanica è vietata la circolazione dei motoveicoli;

4) che la sabbia vulcanica, raccolta dai cittadini nelle proprie abitazioni, dovrà essere collocata in sacchetti trasparenti da riporre in prossimità dell’abitazione stessa che saranno prelevati dalla ditta addetta alla raccolta dei rifiuti;

5) che è assolutamente vietato depositare la sabbia vulcanica nei cassonetti della nettezza urbana;

Foto: Luigi Crispi

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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In Primo Piano

Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti

Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia

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Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.

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