In Primo Piano
Etna, boati e ricaduta di cenere vulcanica in diversi paesi pedemontani
Pioggia mista a cenere vulcanica sta ricadendo sui comuni di Adrano, Biancavilla, Ragalna, Santa Maria di Licodia, Centuripe, Regalbuto. Chiude l’aeroporto di Catania
Un repentino incremento del tremore vulcanico è stato registrato dagli strumenti dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, a partire dalle 5:20 di questa mattina. Diversi i boati provenienti dall’area sommitale che hanno fatto tremare i vetri delle abitazioni di molti comuni pedemontani e svegliato i loro abitanti. A causa del persiste della copertura nuvolosa nella zona sommitale del vulcano, non è comunque possibile effettuare osservazioni vulcanologiche tramite la rete di videosorveglianza e pertanto al momento ci si affida ai modelli di simulazione. Secondo la direzione dei venti, è stata simulata la dispersione della cenere vulcanica in direzione Sud-Ovest. Proprio in questi minuti, nei comuni di Adrano, Biancavilla, Ragalna, Santa Maria di Licodia, Centuripe, Regalbuto si sta registrando la ricaduta di pioggia mista a cenere vulcanica.
La Protezione Civile Regionale ha nel frattempo diramato un comunicato di attivazione della fase di preallarme arancione alla luce dello stato F2 (altissima probabilità di accadimento imminente o in corso di fontane di lava) stabilito dall’Ingv, invitando i sindaci dei comuni delle aree sommitali etnee ad attivare ogni misura prevista dal piano comunale di protezione civile. La società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale ricaduta di copiosa cenere vulcanica sulle pavimentazioni aeroportuali, le operazioni di volo sono sospese sino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Cronaca
Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei
I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.
Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”. Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.
Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.
In Primo Piano
Catania, in fiamme autocompattatore in via Nizzeti
Il camion trasportava cartone e ha preso fuoco durante la marcia
Stamani, poco dopo le 05:30, una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania con un’autobotte di rincalzo è intervenuta per l’incendio di un autocompattatore della nettezza urbana che trasportava cartone, in via Nizzeti, 35. Per poter completare le operazioni di spegnimento si è reso necessario svuotare l’automezzo pesante con l’ausilio di un mezzo meccanico. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che le fiamme si siano sviluppate all’interno della cabina di guida. Non si registrano danni a persone.


