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Etna News 24

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Catania, sisma di magnitudo 4.4, non si sono registrati danni e feriti

Cronaca

Catania, sisma di magnitudo 4.4, non si sono registrati danni e feriti

La scossa è stata localizzata a circa 5 km da Aci Castello con ipocentro a una profondità di circa 17 km sotto il livello del mare

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Paura tra la popolazione a Catania e provincia per una forte scossa di terremoto registrata, alle 14.06, dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia del capoluogo etneo.  La magnitudo è stata di 4.4 , a circa 5 km da Aci Castello con ipocentro a una profondità di circa 17 km sotto il livello del mare. Terremoto avvertito indistintamente nell’intera provincia etnea, ma anche nel siracusano.  Per gli esperti dell’Ingv, per via della profondità, ”stupirebbe l’eventualità di danni”, al momento non segnalati.  A Catania alcuni centri commerciali sono stati evacuati a scopo precauzionale. La gente nei vari comuni etnei è scesa in strada . Alla sala operativa dei vigili del fuoco di Catania non sono arrivate segnalazioni di crolli e richieste di soccorso da parte della popolazione della provincia etnea. A Gravina di Catania è stato immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale con gli uffici comunali in stretto contatto con il dipartimento regionale di protezione civile. “La SORIS – si legge in un comunicato del Dipartimento Regionale della Protezione civile – ha contattato i sindaci dei comuni di Aci Castello, Valverde, San Gregorio di Catania e Acireale. Tutti riferiscono che non ci sono segnalazioni di danni. Anche i VVF di Catania riferiscono che non sono pervenute segnalazioni di danni. Evacuate molte scuole per motivi di sicurezza. La scossa è stata avvertita anche nel territori di Siracusa e Ragusa”. Sulla linea Messina-Catania-Siracusa la circolazione ferroviaria, dopo il terremoto di magnitudo 4.4 delle 14.06, è stata sospesa in via precauzionale tra Giarre, Riposto e Bicocca per consentire la verifica dello stato della linea Nessun treno è rimasto fermo sulla linea. È stata riprogrammata l’offerta ferroviaria con attivazione di bus sostituivi e l’intervento dei tecnici di Rfi per i necessari controlli alla linea. I carabinieri del NAS di Catania, a seguito della scossa tellurica registrata nella provincia etnea, hanno monitorato le strutture ospedaliere della zona interessata al sisma per verificare eventuali criticità. Dai sopralluoghi effettuati non sarebbero state riscontrate delle criticità.

 

 

Cronaca

Catania, beni per 12 milioni di euro confiscati a 41enne vicino al clan Mazzei

I proventi illeciti, secondo la DDA etnea, avrebbero permesso la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi

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La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni aventi un valore di 12 milioni di euro pari a 12 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 41 anni, considerato dalla Procura etnea un esponente di spicco del clan “Mazzei – Carcagnusi” del boss Santo Mazzei. L’indagine condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Catania, aveva permesso, già nell’aprile del 2014, di arrestare il 41enne, assieme ad altre 15 persone, nell’ambito dell’operazione antimafia “Scarface”, indagate per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e corruzione.

Le successive attività d’indagine patrimoniali della Guardia di finanza di Catania hanno permesso di ricostruire gli affari dell’uomo; secondo la Dda etnea, in aggiunta alle attività di estorsione, recupero crediti e bancarotte realizzate con metodo mafioso”, Cerbo avrebbe anche “gestito attività economiche e imprenditoriali riconducibili al clan mafioso Mazzei, investendo i proventi delle condotte delittuose nel circuito economico legale mediante la creazione di una galassia di imprese commerciali, associazioni sportive dilettantistiche ed enti senza scopo di lucro, intestati a prestanome, familiari e conviventi”.  Cerbo è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a oltre sette anni di reclusione. La sentenza dispone anche la confisca, divenuta definitiva, di cinque società commerciali operanti nei settori delle costruzioni di edifici, delle immobiliari e nell’impresa turistico-balneare con sedi a Catania, Ardea (Roma), Castelfranco Veneto (Treviso) e Palmanova (Udine), un motoveicolo e una lussuosa villa residenziale nel capoluogo etneo.

Il patrimonio illecitamente acquisito, sottolinea la Procura di Catana, sarà ora affidato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati. L’attività investigativa che ha portato alla confisca dei beni di Cerbo si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Catania contro ogni forma di criminalità organizzata attraverso il contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, del riciclaggio e reimpiego nel circuito economico legale dei proventi illeciti, in modo da evitare i tentativi “di inquinamento del tessuto imprenditoriale e salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti.

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Catania, ferito la notte scorsa ad un piede un 37enne, indagini in corso

L’uomo ha raccontato agli agenti della Mobile di non conoscere chi gli avrebbe sparato e sarebbe intervenuto per sedare una lite

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Si torna a sparare a Catania dopo oltre un mese in cui le pistole (l’ultimo episodio risale allo scorso 2 agosto) hanno taciuto. Si tinge di giallo, infatti, il ferimento provocato da un colpo di pistola ai danni di un 37enne, aventi precedenti di polizia giudiziaria, raggiunto da un proiettile alla caviglia destra. L’uomo, accompagnato da un familiare, si è presentato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania. Immediata è scattata la segnalazione da parte dei sanitari alle forze dell’ordine. I medici hanno medicato il ferito e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Ai poliziotti della Squadra Mobile intervenuti in ospedale, il 37enne ha raccontato di non conoscere chi gli avrebbe sparato; sarebbe intervenuto per sedare una lite scoppiata  lungo via Domenico Tempio.  Ad un certo punto sarebbe partito un colpo di pistola. La ricostruzione delle fasi che hanno portato al ferimento dell’uomo sono, in queste ore, al vaglio delle forze dell’ordine. Il 37enne è il figlio di un uomo che sarebbe legato alla criminalità organizzata.

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